I bambini adorano trasformare scatole e cartoni in castelli, macchine, robot e case delle bambole. Queste costruzioni sono un piccolo capolavoro, ma occupano molto spazio e, dopo qualche settimana, cominciano a piegarsi e a rovinarsi. Prima o poi arriva il momento di decidere che cosa farne, e conviene farlo insieme al bambino, senza fretta e senza sorprese.
Il primo passo è guardare la costruzione con il suo autore. Chiedi che cosa gli piace di più, se gioca ancora con quell'oggetto e che cosa vorrebbe salvare. Alcune creazioni sono state pensate per un pomeriggio e dopo un po' non interessano più. Altre invece diventano compagne di gioco per mesi. Ascoltare la risposta aiuta a scegliere senza deludere nessuno.
Tenere, smontare, fotografare
Se la costruzione è ancora amata, trova un posto stabile: un angolo della stanza, un ripiano alto o un lato del corridoio. Un cartone ben sistemato può durare a lungo, e avere un posto fisso lo protegge dagli urti e dalla polvere. Con il tempo si può decidere di conservarne solo una parte, per esempio la torre più bella o il pezzo più difficile da fare.
Quando la costruzione non serve più, si può smontare insieme. Il cartone piegato va nella raccolta differenziata, mentre le parti più belle, come una finestra ritagliata o un tetto colorato, possono diventare materiale per nuove creazioni. Smontare con calma è un modo per salutare l'oggetto, e spesso al bambino piace fare l'ultimo gesto con le sue mani.
Una fotografia è un ottimo modo per conservare il ricordo senza tenere l'oggetto. Metti la costruzione in una bella luce, fai posare il bambino accanto e scatta. Le foto migliori si possono stampare e mettere in un album o appendere in camera. Così il capolavoro resta, anche se lo spazio torna libero, e il bambino capisce che non serve conservare tutto per ricordare.
Una regola semplice aiuta: uno spazio limitato per le grandi creazioni, e quando è pieno si decide che cosa lasciare. In questo modo il bambino impara a scegliere, e la casa non si riempie di cartoni. Ogni tanto puoi anche ricordargli con leggerezza che ciò che va via ha già fatto la sua parte, e che ne verrà costruito un altro, forse ancora più bello.